Energia elettrica in arrivo dallo spazio

dom, set 13, 2009

Fonti rinnovabili

Uno dei grandi problemi del nostro secolo è  che servono quantità di energia sempre più ingenti per far fronte all’aumentare dei consumi dettato dalla crescita demografica e dalla sempre maggiore diffusione del benessere. Ma bisogna anche riuscire a produrla gravando il meno possibile sui nostri ecosistemi e abbandonando fonti fossili, esauribili ed inquinanti come il carbone e il petrolio.
La recente risposta dell’Italia alla politica europea sul contenimento delle emissioni è stato il ritorno al nucleare che ha e sperò farà ancora tanto discutere, trattandosi di una scelta rischiosa, inutilmente costosa e assolutamente transitoria visto che gli attuali giacimenti possono garantire scorte per un massimo di 70 anni.
Saranno le fonti rinnovabili allora a giocare un ruolo fondamentale e tra queste il fotovoltaico pare una delle soluzioni più promettenti e attualmente più utilizzate anche da privati cittadini, in gran parte grazie al conto energia finanziato dall’Unione Europea.
Tuttavia i pannelli solari non possono garantire un rendimento costante poichè varia al variare delle condizioni atmosferiche e del naturale ciclo giorno-notte.
Ma ci sono luoghi dove il sole è presente 24 ore su 24, 7 giorni su 7 … lo spazio.

Satellite

La Mitsubishi Electric Corp. e la IHI Corp. faranno parte di un progetto da 21 miliardi di dollari volto a costruire un gigantesco impianto fotovoltaico nello spazio, a 36 chilometri di distanza dalla superficie terrestre. La centrale solare sarà grande quattro chilometri quadrati e sarà in grado di produrre un gigawatt di potenza, sufficiente per alimentare 294.000 case giapponesi.

La produzione di energia nello spazio ha però due inconvenienti. In primo luogo bisogna trovare il modo di trasportarla sulla terra ed in secondo luogo bisogna cercare di abbassare i costi per renderli commercialmente sostenibili. L’intero progetto al momento potrebbe richiedere investimenti per 200 miliardi di Yen, (circa 2 miliardi e 200 milioni di Dollari), e soltanto per lanciare un razzo in orbita servono 10 miliardi di Yen.
La soluzione al primo problema sono le microonde e la Mitsubishi sta già portando avanti uno studio di 4 anni  che dovrebbe culminare con il lancio di un piccolo satellite a pannelli solari nel 2015. Qui si testerà il trasporto dell’energia prodotta fino alla ionosfera, lo strato più esterno dell’atmosfera terrestre.
Per quanto riguarda i costi, che dovrebbero essere ridotti di cento volte per essere competitivi, solamente il tempo dirà se si potranno trovare soluzioni alternative e più convenienti.

Il progetto, che potrebbe essere un grande passo verso un utilizzo sempre maggiore di fonti rinnovabili, non pare comunque fantascienza; il governo e le industrie nipponiche lo prevedono ultimato nel giro di trent’anni.

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  1. Vincenzo Balzani intervistato in merito al nucleare. | Voce della Natura dice:

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