La Co2 è uno dei principali gas serra presenti nell’atmosfera. La sua concentrazione è in costante aumento anche o sopratutto a causa delle attività umane, dalle industrie al riscaldamento, dalla produzione di energia ai trasporti. Mentre si investe molto, (chi più chi meno), per la ricerca nel campo delle energie rinnovabili mirando al graduale abbandono dei combustibili fossili, il problema diviene dunque come assorbire parte di questo gas responsabile, (o corresponsabile), dell’aumento delle temperature e dei cambiamenti climatici in atto.
Un’ottima idea potrebbe essere quella del Professor Craig Grimes della Pennsylvania State University, che sta studiando la possibilità di convertire un composto di anidride carbonica e vapore acqueo in metano ed altri idrocarburi attraverso l’esposizione alla luce solare.
Per ottenere questo gli scienziati si sono serviti di un materiale costituito da nanotubi di diossido di titanio con cui hanno rivestito dei tubi di acciaio contenenti la miscela, Co2 e vapore acqueo, e hanno chiuso l’estremità superiore con una lastra di quarzo così da permettere il passaggio della luce.
Colpite dai raggi solari le molecole di acqua si dividono in idrossido radicale e ioni di idrogeno che, liberi, si uniscono per formare idrogeno. La cosa non è ancora certa, ma pare che anche l’anidride carbonica si divida a sua volta, formando ossigeno e monossido. Quest’ultimo, reagendo con l’idrogeno, formerebbe il metano.
Secondo il Professor Grimes, attraverso un riflettore che concentri la luce solare su un metro quadro di nanotubi, si potrebbero produrre 500 litri di metano in sole 8 ore.
Secondo il chimico Thomas E. Muller la Co2 si potrebbe anche trasformare in policarbonato, ottenendone così materie plastiche utilizzabili per produrre bottiglie, dvd, lenti e molto altro a costi molto più contenuti.
L’anidride carbonica infatti si può estrarre facilmente dai fumi delle fabbriche e delle centrali a carbone, contribuendo a diminuirne la quantità immessa nell’atmosfera.
Non sarà la svolta definitiva verso un sistema produttivo sostenibile ma, in attesa di avere tecnologie realmente in grado di soppiantare i combustibili fossili con fonti rinnovabili e in attesa che gli interessi economici muovano in questa direzione, tutto ciò che può aiutare è il benvenuto.
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