Esiti della conferenza Onu sul clima

sab, dic 13, 2008

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La conferenza delle Nazioni Unite svoltasi a Ponzan, in Polonia, dopo due settimane di negoziati ha raggiunto un primo traguardo; è stato stabilito un calendario di incontri internazionali in preparazione all’accordo per la lotta ai cambiamenti climatici cui si spera si possa giungere nel dicembre 2009, a Copenaghen.
I paesi firmatari si riuniranno in marzo per stilare un documento di lavoro in cui riunire le diverse proposte avanzate per giungere ad un significativo abbattimento delle emissioni e dell’effetto serra.

Da questo documento in giugno verrà redatto un testo che dovrà esprimere una visione condivisa da tutti gli stati membri e che potrebbe essere la base per quello che sarà il Protocollo di Copenaghen.
Il traguardo sembra essere quello di riprendere gli obiettivi posti nel Protocollo di Kyoto, per la grande maggioranza non raggiunti, e quello di una riduzione delle emissioni compresa tra il 20 ed il 40% rispetto al 1990 entro il 2020. In questo senso ognuno dovrà presentare i propri metodi ed obiettivi entro la prossima primavera.

I paesi del sud del mondo avranno poi accesso diretto al “fondo di adattamento” realizzato per aiutarli a fronteggiare i cambiamenti climatici. La cifra a disposizione passa dagli attuali 50 milioni a 300/400 entro il 2012; cifra assolutamente inadeguata se si considera che le necessità sarebbero di decine di miliardi.

Verranno d’ora in poi considerati gli sforzi per il mantenimento e la tutela di foreste e piantagioni e saranno redatti studi sulla metodologia di conservazione.

Questi i principali risultati raggiunti, scaturiti dai lunghi negoziati europei; non è ancora molto ma è un passo avanti verso il possibile accordo di Copenaghen di dicembre 2009, dove saranno presenti anche Usa, Cina ed India.

Nel frattempo a Ponzan è stata presentata da Thomas Loster, presidente del Munich Re Foundation e membro dell’Unep, (United Nations Environment Program), una stima sui danni ed impatti delle catasrofi naturali, che nel corso del 2008 avrebbero raggiunto un livello record: oltre il 350% in più del 1980.
L’evento costato più di tutti è stato il terremoto verificatosi in Cina a maggio con oltre 4 miliardi di dollari di danni, ma in termini di vite umane, cosa ben più grave, è stato il ciclone Nargis abbattutosi sul Myanmar provocando 84.500 vittime. Anch’esso ha causato danni, anche se non coperti dalle assicurazioni, intorno ai 4 milardi di dollari.
Nove eventi su dieci vengono attribuiti o correlati ai cambiamenti climatici, come l’estremo inverno che a gennaio ha causato ingenti perdite in Cina, seguito da grandi inondazioni tra maggio e giugno con un costo o una perdita totali di oltre 20 miliardi di dollari.

Sembra quindi sempre più urgente intervenire non solo in funzione della propra coscienza o della propria lungimiranza, troppo spesso assenti, ma anche per salvaguardare, (o sarebbe meglio dire raggiungere), il delicato equilibrio sociale ed economico tra domanda ed offerta di risorse, siano esse cibo, aspettative (o dignità) di vita o denaro, ad esse indissolubilmente legato.

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Vassili - che ha scritto 97 articoli su Voce della Natura.


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