I ghiacci artici nuovamente come nel 1979?

dom, gen 11, 2009

Notizie

Nei giorni scorsi è circolata la notizia secondo cui, dai dati raccolti dal Centro di Ricerca sul Clima Artico dell’Università dell’Illinois, risulterebbe che i ghiacci polari sarebbero tornati al livello del 1979. Tutto a posto dunque; nessun cambiamento climatico in atto, nessun pericolo di innalzamento del livello di mari ed oceani. La superficie della banchisa è di nuovo quella di un tempo.
Ma la banchisa non è la calotta polare…

L’osservazione satellitare della banchisa infatti ci fornisce indicazioni soltanto sulla sua estensione orizzontale e non sull’età o profondità dei ghiacci, dati che sarebbero più confortanti e meno legati alla situazione climatica del breve periodo. Inoltre quello che è più importante monitorare è la calotta, ovvero i ghiacci terrestri che se continuassero a sciogliersi causerebbero l’innalzamento del livello dei mari.
I giornalisti e i direttori di notiziari che hanno pubblicato la notizia dovrebbero provare a far sciogliere un cubetto di ghiaccio galleggiante in un bicchiere d’acqua, esempio portato dall’autore dell’ articolo su Greenreport; noterebbero che il livello del liquido rimarrebbe sempre lo stesso.
E la banchisa altro non è se non un grosso cubetto di ghiaccio galleggiante il cui scioglimento non influirà mai sul livello del mare.

In realtà la notizia, data in pasto all’opinione pubblica con troppa faciloneria, proviene da un articolo di Michael Asher, notoriamente scettico in merito alle variazioni climatiche, pubblicato sul blog Daily Tech in seguito ad un’intervista a Bill Chapman, ricercatore presso l’Università dell’Illinois, che però non aveva fatto altro che spiegare le motivazioni alla base dell’aumento di estensione della banchisa. Non è nemmeno stato pubblicato alcun nuovo studio dall’ Arctic Climate Research Center.

Tra l’altro, come dimostra il grafico pubblicato su Greenreport, sarebbe più giusto dire che l’estensione massima della banchisa nel 2008 è quasi uguale a quella minima del 1979, anno in cui si erano probabilmente verificati un autunno ed un inizio inverno particolarmente caldi.

Per approfondire l’argomento leggete l’articolo completo su Greenreport e l’articolo del Daily Tech.

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