La giornata mondiale delle zone umide

lun, feb 2, 2009

Notizie

Oggi è l’anniversario della Convenzione Internazionale sulle Zone Umide, firmata il 2 febbraio 1971 a Ramsar, in Iran. Sono 158 i paesi firmatari, per un totale di 1828 siti e 169 milioni di ettari.
Laghi, stagni, paludi, cave di torba, ghiaia ed argilla da cui dipendono numerose specie vegetali ed animali tra cui, in Italia, quasi il 50% delle speci di uccelli.

Questi ecosistemi, ed in particolare le torbiere, sono di fondamentale importanza nella lotta ai cambiamenti climatici poichè riescono, da sole, ad immagazzinare il 35% del carbonio terrestre.
Ad esse sono poi legate il 12% delle specie animali e, considerando anche quelle vegetali, si arriva ad un 40%. Tra queste molti sono gli uccelli che nidificano in queste zone, altri svernano oppure sostano e si cibano durante le migrazioni.

In un rapporto del WWF internazionale, “The Economic Value of the World’s Wetlands“, si stima anche l’enorme valore economico oltre che ambientale di questi territori, sia per quanto concerne le fonti di cibo, (tra pesca ed agricoltura si arriva al 24% dell’intera produzione mondiale), sia per quanto riguarda le attività legate al tempo libero ed all’educazione e divulgazione ambientale. Nel rapporto vengono utilizzati dati ottenuti da 89 studi esistenti che analizzano 630.000 Km quadrati di superficie a cui si attribuisce un valore di 3,4 bilioni di dollari americani all’anno. 
Considerando tutte le aree della convenzione Ramsar, che coprono una superficie pari a 12,8 milioni di Km quadrati, si ottiene un valore complessivo che si aggira intorno ai 70 bilioni di dollari all’anno.

Malgrado questi dati solamente nel secolo scorso si è perso circa il 60% del patrimonio mondiale di zone umide, di cui il 90% in Europa. In Italia, dai 3 milioni di ettari di 2.000 anni fa si è passati, all’inizio del XX° secolo, ad 1,3 milioni e ai soli 300.000 ettari di oggi. Tutto questo a causa dell’inquinamento, dello sviluppo urbano, dello sfruttamento di risorse e della crescente necessità di terreni da destinare all’agricoltura.

Qui il rapporto completo del WWF.

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