L’Italia torna al nucleare

mer, feb 25, 2009

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Erano l’8 ed il 9 di novembre 1987 quando il 65,1% degli italiani partecipava a cinque referendum, due sulla giustizia e tre sul nucleare. In realtà in nessuno di questi venivano chieste o proposte l’abolizione e la chiusura delle centrali, ma piuttosto se si fosse favorevoli o contrari a:
1-abolizione della facoltà di intervento da parte dello stato nel caso in cui un comune non concedesse un sito per la costruzione di un reattore. 
Si 80,6% – No 19,4%
2-abrogazione dei contributi statali alle regioni e ai comuni che ospitavano le centrali.  
Si 79,7% – No 20,3%
3-abrogazione della facoltà di Enel di partecipare alla costruzione di impianti all’estero.  
Si 71,9% – No 28,1%
Nessun esplicito abbandono dunque, ma il sistema veniva minato all’origine: se è vero che nessuno vuole un reattore nucleare dietro casa, questo è certamente ancor più vero quando non c’è nulla da guadagnarci.

Ieri però il premier Silvio Berlusconi ha portato a compimento quanto annunciato nel programma elettorale, (non accusatelo di aver scelto senza prima interpellare gli italiani), e ha firmato l’intesa tra Italia e Francia e i loro grandi gruppi energetici, Enel e Edf; si torna al nucleare.

L’accordo prevede la realizzazione di almeno 4 centrali di terza generazione, (EPR), sul suolo nazionale; la prima in funzione entro il 2020.
Gli impianti con gli “European Pressurised Reactors” presentano però qualche problema. Secondo un’inchiesta del quotidiano inglese The Indipendent infatti, malgrado sia più difficile che si verifichi un incidente, qualora ciò accadesse avrebbe proporzioni ben più devastanti che in passato. Producono infatti una quantità di isotopi radioattivi molto maggiore proprio tra quelli definiti “frazioni di rilascio immediato”, ovvero i primi a propagarsi in caso di guasto. Un rapporto fornito dalla stessa Edf suggerirebbe addirittura l’idea che la quantità di particelle radioattive di rubidio, cesio, bromo e iodio sarebbero quattro volte maggiori. Secondo uno della Posiva Oy, una compagnia specializzata nel trattamento delle scorie, lo iodio 129 sarebbe addirittura di sette volte superiore.
Altri dossier riportano dati ancora differenti, ma è certo il fatto che i nuovi reattori bruciano il combustibile a velocità doppia rispetto ai precedenti generando maggiore radioattività.

Al di là di questo rimane il fatto che il nucleare in generale non è una valida alternativa ai combustibili fossili sia per quanto riguarda il fattore costi/benefici, (costruzione degli impianti, mantenimento, dismissione e gestione delle scorie), sia per quanto riguarda la scarsa disponibilità di uranio: 70 anni circa. (vedi Il futuro del sole)
Ma c’è dell’altro: la Francia utilizza il 40% circa delle proprie risorse idriche proprio per il raffreddamento delle sue centrali e il nostro paese, con una rete che disperde fino al 40% dell’acqua trasportata, avrebbe grandi problemi a far fronte a questa necessità.

Resta poi da scegliere il luogo “adatto” anche se pare che, tanto per dare il “buon esempio”, la prima verrà edificata qui:

In merito al posizionamento degli impianti è curioso il risultato (ad oggi) di un sondaggio online di Virgilio. Il 48% dei votanti risulta favorevole al ritorno del nucleare in Italia, ma solamente il 39% la vorrebbe vicino a casa.

Per quanto ci riguarda, come già detto e come su Voce della Natura ripeteremo all’infinito, il nucleare è pericoloso e assolutamente non rinnovabile. Una politica energetica risolvente e moderna deve puntare sull’utilizzo e lo sviluppo dell’energia eolica e solare.
Speriamo che non sia troppo tardi per cambiare direzione.

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3Commenti per questo articolo

  1. Ugo dice:

    http://petizione.perilbenecomune.org/

  2. Vassili Balocco dice:

    Grazie del link Ugo, ma con il .org non sembra funzionare.

    Così va di sicuro, firmate in tanti!

    http://petizione.perilbenecomune.net/

  3. Ugo dice:

    il sito “per il bene comune” (http://www.perilbenecomune.net/) promotore della petizione è ora oscurato!!.. questa la spiegazione…

    “Ci scusiamo moltissimo, ma il nostro portale è stato attaccato, e il nostro staff web sta cercando di ripristinare velocemente la petizione (sul portale, nella home, a destra, abbiamo inserito una nota circa i “lavori in corso”). Spero sinceramente che tutto sia risolto per domani o al massimo dopodomani, perchè come lei potrà immaginare…ci troviamo parecchio in difficoltà.
    Mi scuso per l’enorme disagio.
    Cordiali saluti
    Monia Benini”

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