Si incontrano oggi in Lussemburgo il commissario europeo all’Ambiente, Stavros Dimas, e il ministro italiano Stefania Prestigiacomo , in una riunione del Consiglio Ambiente dell’Ue che ha in agenda lo stesso pacchetto legislativo su clima ed energia che ha causato forti tensioni nei giorni scorsi fra Roma e Bruxelles.
L’obiezione del governo italiano è il costo, stimato in circa 181 miliardi di Euro da qui al 2020 e quindi di 18 miliardi all’anno; sarebbe troppo penalizzante per uno Stato come l’Italia anche in confronto a quanto non lo sarebbe per altri paesi europei, tanto più ora che ci si trova a fronteggiare una situzione economica di grande difficoltà.
Io non sono davvero in grado di valutare l’impatto economico sul governo o sulle singole imprese; va però detto che se si calcolassero le riduzioni di Co2 a partire dal 1990 come vorrebbero alcuni paesi dell’est, allora si vedrebbe un’Italia in grande ritardo; non solo infatti le emissioni non sono diminuite come nel caso, fra gli altri, di Germania e Gran Bretagna, ma sono addirittura aumentate.
E’ quindi questo continuo rimandare quanto previsto dal Protocollo di Kyoto, (che non è soltanto una convenzione, ma una legislazione vincolante per gli stati membri dell’UE), che pesa oggi sul nostro paese e spero che non ci si trovi fra cinque anni a dover dire la stessa cosa.






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febbraio 24th, 2009 at 15:18
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