Si è concluso il vertice sul clima di Copenhagen

dom, dic 20, 2009

Notizie

Dopo due settimane di negoziati si è concluso il vertice sul clima di Copenhagen.
E’ la prima volta in cui i  leader di tutto il mondo si sono seduti davanti a un tavolo per cercare una soluzione per affrontare i cambiamenti climatici e salvare tanto il nostro pianeta quanto i milioni di persone che potrebbero essere colpite da eventi drammatici quali inondazioni, uragani, siccità e mancanza di cibo.
Ma un accordo valido e vincolante non è stato raggiunto e l’unica nota positiva è che sono stati stanziati aiuti per i paesi poveri pari a 30 miliardi di dollari l’anno per il triennio 2010-2012; somma destinata a raggiungere i 100 miliardi entro il 2020.

Lago Jökulsárlón

Il risultato delle negoziazioni è un accordo che non viene votato con ampi consensi ma che in realtà deriva da un ‘patto’ tra USA, Cina, India e Brasile a cui l’Europa si unisce a malincuore. Tuttavia, secondo il presidente Sarkozy, questo rappresenta il miglior risultato possibile e impedisce che paesi importanti che non figurano nel Protocollo di Kyoto, - Cina, India e gli stessi USA - siano liberi da qualunque contratto.
Nei 12 punti che lo compongono viene fissato a 2 gradi l’aumento della temperatura media, ma non c’è alcun riferimento al taglio delle emissioni del 50% entro il 2050 che era stato auspicato. I paesi ricchi dovranno comunque quantificare i rispettivi tagli entro il 31 gennaio 2010.
Come ultimo punto si stabilisce la revisione degli obiettivi nel 2015, anno in cui si potrà anche decidere di contenere l’innalzamento medio delle temperature a 1,5 gradi.

Per le associazioni ambientaliste il vertice di Copenhagen è stato un fallimento.
Il WWF parla di un ‘testo mezzo crudo dai contenuti poco chiari’ e ricorda che, anche se i politici sembrano d’accordo nel contenere il riscaldamento entro i 2 gradi, gli accordi presi porterebbero ad un innalzamento di almeno 3, con tutte le drammatiche conseguenze ambientali, politiche e sociali ad esso collegate.
Questa stima emerge anche da un rapporto confidenziale dell’ONU che ha raggiunto in qualche modo la redazione del Guardian ed è stato pubblicato. (Leggi l’articolo e il rapporto).
Per Legambiente si è trattato di ‘un’occasione storica persa’, mentre per Greenpeace si è passati ‘dall’accordo storico al fallimento storico’.
Kumi Naidoo, Direttore Esecutivo di Greenpeace International, nella lettera aperta ai sostenitori di tutto il mondo scrive: “Il risultato non è equo, né ambizioso e legalmente vincolante. Oggi, i potenti della Terra hanno fallito l’obiettivo di impedire cambiamenti climatici disastrosi.
La città di Copenhagen è la scena di un crimine climatico, con i colpevoli che scappano verso l’aeroporto, coperti di vergogna. I leader mondiali hanno avuto un’occasione unica per cambiare il pianeta in meglio, evitando i cambiamenti climatici. Alla fine hanno prodotto un debole accordo, pieno di lacune, abbastanza grandi da farci passare dentro tutto l’Air Force One.”…(Leggi la lettera di Kumi Naidoo)

Il presidente amricano Obama, rientrato a Washington, difende comunque l’accordo e parla di un’importante svolta nella lotta ai cambiamenti climatici: “Per la prima volta nella storia tutte le più importanti economie del pianeta si sono riunite per accettare la loro responsabilità nell’agire per affrontare la minaccia del mutamento del clima“, e aggiunge che “Dopo negoziati estremamente difficili e complessi questa svolta importante getterà le basi per le iniziative internazionali degli anni a venire“.

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Questo articolo è stato scritto da:

Vassili - che ha scritto 94 articoli su Voce della Natura.


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