Resoconto di un viaggio in Kenya – La Luce -

gio, gen 29, 2009

Viaggi

Testo e fotografie di Ugo Siena

La Luce: tutto ciò che avrei voluto vedere e che ho visto

Quì la natura è incantevole, palme, conifere e ovunque, dalla costa alla savana maestosi baobab.
La savana a ridosso del fiume è verde, rigogliosa e vi sono oasi di palme che rendono il paesaggio meraviglioso, da cartolina.
Poi ci si addentra verso il Parco Nazionale Tsavo East per due giorni di safari, si attraversano tratti aridi, terreni verdi e terre rosse da cui prendono il nome i Red Elephant che vedremo più avanti.

I primi animali che incontriamo durante il nostro safari sono un antilope d’acqua e poi sul fiume due simpaticissimi coccodrilli, più avanti vediamo immersi in acqua alcuni ippopotami, proseguiamo e siamo rapiti da branchi di gazzelle, kudu minore, zebre, impala, poi alcuni bufali africani, il facocero, qua e la bellissime giraffe Masai, i dik dik, babbuini, simpatiche scimmiette e nelle vicinanze degli specchi d’acqua tanti, tanti elefanti, vediamo anche i marabù, l’uccello serpentario e con nostra meraviglia troviamo alcune leonesse in siesta e tre meravigliosi ghepardi.

Abbiamo visitato un villaggio Masai abitato da 45 persone, il ragazzo Masai a cui ci affidiamo impavidi, ci introduce in una capanna di rami secchi e sterco di elefante dove vive la famiglia della sorella.
Siamo io, mia moglie Mariangela e mia figlia Sara di 10 anni, entrando rimaniamo impressionati dal buio che però dopo alcuni secondi di adattamento visivo ci permette di vedere l’ubicazione dell’angolo cottura (due pietre), dei due giacigli fatti con rami e pelli di animale, quello dell’uomo sulla destra dove si accomodano Mariangela e Sara e quello della donna dove mi siedo io e dove sono presenti appunto la sorella con il suo adorabile bimbo di pochi mesi (6/7) che mi si attacca alla manica della t-shirt per tutto il tempo, il tutto in 3 metri quadrati ca.
Qui ci spiega alcune regole della vita Masai e ci prega di far sapere a tutti in Italia che i Masai non uccidono i leoni!
Ci tiene tanto a questa cosa che ce la ripete più volte in cerca di una nostra conferma.
Usciamo e tutti i componenti di questo villaggio arrivando alla spicciolata, ci improvvisano alcune danze tribali e ci chiedono di recitare con loro una preghiera di buon auspicio contro la malaria, a favore dell’abbondanza di animali e per qualcos’altro ancora…
Infine ci mostrano come accendono il fuoco con un bastoncino ed un pezzetto di legno, due minuti di rollio et voilà una bracina che mettono su un po’ di sterco secco di elefante e un po’ di paglia ed il fuoco è fatto.
Siamo entrati nel loro villaggio con un po’ di timore, ora li lasciamo con il rimpianto di non aver saputo carpire di più delle cose che il nostro amico ci ha detto e che ci avrebbe potuto spiegare, per colpa del nostro pessimo inglese (poi i civilizzati siamo noi… lui Masai, l’inglese lo sa!). 

Un giorno di riposo e ripartiamo per un’escursione in mare, dove troviamo alcuni delfini giocosi che nuotano a poche centinaia di metri dalla costa, infine ci addentriamo in un canale naturale contornato dalle mangrovie e lo spettacolo è completato da una dozzina di scimmiette che le popolano.
All’orizzonte vediamo decine e decine di fenicotteri rosa, ma purtroppo la bassa marea ci impedisce di avvicinarci.

Fotografie scattate con una Hewlett-Packard PhotoSmart C945.
Altri scatti di Ugo Siena sui Fotoalbum di Virgilio

Questo articolo è stato scritto da:

Voce della Natura - che ha scritto 14 articoli su Voce della Natura.


Contatta l'autore

Condividi la tua opinione